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Disturbi del Desiderio Sessuale

  • Dott.ssa Francesca Di Pietro
  • 6 ott 2016
  • Tempo di lettura: 3 min

Vengono utilizzate molte espressioni per definire il termine desiderio come libido, pulsione,voglia,attrazione, spinta, bisogno, una tale varietà indica la complessità e l’impossibilità di definirlo. Ci sono componenti biologiche del desiderio sessuale legate alla sensazione fisica istintuale ed al soddisfacimento del bisogno, componenti psicologiche, influenzate dagli stati mentali personali ed interpersonali e situazioni relazionali, componenti culturali che trasmettono valori, regole e ruoli sessuali. Inoltre non è possibile dare una valutazione quantitativa, anche perché si tratta di un elemento dinamico che può variare da un momento all’altro. Il desiderio può essere attivato da stimoli esogeni ossia tutti i segnali che attraverso gli organi sensoriali attivano la corteccia e le vie neurotrasmettitori ali che modulano il comportamento sessuale, o da stimoli endogeni come l’immaginario erotico, le pulsioni e gli affetti. Nella donna il desiderio è fisiologicamente discontinuo a causa del ciclo mestruale, della gravidanza, della menopausa e della valenza che hanno queste situazioni a livello psicologico, nell’uomo è relativamente costante e continuo ed intenso data la maggior concentrazione di testosterone.Il desiderio sessuale è influenzato anche dal grado in cui il soggetto elabora delle aspettative positive nei confronti del comportamento sessuale, che possono essere il risultato di apprendimenti culturali o di esperienze personali, vi è una valutazione soggettiva dell’esperienza sessuale legata alla dimensione istintuale del bisogno e a quella più affettiva del desiderio, determinando un feedback positivo o negativo.

Il desiderio sessuale ipoattivo è caratterizzato da una persistente o ricorrente carenza di fantasie ed attività sessuali , che causa disagio e difficoltà interpersonali, può derivare da fattori psicologici e relazionali o può essere secondario a problemi fisiologici come malattie sistemiche o ormonali. Il disturbo può essere di tipo permanente presente dunque sin dal primo rapporto sessuale o essere acquisito e verificarsi in seguito ad un periodo variabile di funzionamento normale. In relazione al tipo di contesto in cui il disturbo si presenta, il disturbo può essere distinto in generalizzato situazionale, nel primo caso il disturbo di presenta intutte le situazioni e con tutti i partner, senza limitazioni, nel secondo caso si presenta solo in alcune situazioni (ad esempio solo in macchina) solo con un partner o solo con certi tipi di stimolazioni. Va sempre verificato che il disturbo non sia la conseguenza di una condizione medica generalizzata oppure sia dovuto ad effetti di sostanze, così come bisogna tener presente che uno scarso desiderio sessuale è spesso associato ad altri problemi sessuali , può essere per esempio una conseguenza del disagio emotivo derivante da altri disturbi sessuali ad esempio dell’eccitazione o dell’orgasmo.

Il disturbo da avversione sessuale,invece, è caratterizzato dall’attivo evitamento del contatto sessuale genitale. Il soggetto riferisce,ansia,timore o disgusto quando si trova di fronte ad un’opportunità sessuale con un partner. L’avversione al contatto genitale può essere focalizzata ad un particolare aspetto dell’attività sessuale(per esempio secrezioni genitali, penetrazione) o essere globale nel senso che si prova una repulsione generalizzata verso qualsiasi tipo di stimolo sessuale. L’intensità della reazione del soggetto esposto allo stimolo che produce avversione può variare da un’ansia moderata, con mancanza di piacere, ad un estrema sofferenza psicologica. A differenza del soggetto con desiderio sessuale ipoattivo che non è procettivo, ma è recettivo, il soggetto con avversione sessuale non è né procettivo né recettivo e prova avversione e disgusto, o paura, per tutto ciò che sessualmente connotato anche solo immaginandolo.

Le cause immediate del disturbo del desiderio sono attribuibili ad un processo di apprendimento disfunzionale. Nel caso del disturbo del desiderio ipoattivo l’ansia da prestazione lega i sentimenti e le sensazioni sessuali a precedenti timori di perdite. Quest’ansia si presenta all’inizio della risposta sessuale, quando il soggetto anticipa il pensiero del sesso, da cui si difende sopprimendolo tramite elaborazione dei pensieri antagonisti negativi. L’ansia può essere generata da fattori individuali che riguardano solo un partner ( forti convinzioni religiose, tratti ossessivi-compulsivi della personalità, disturbi legati all’identità di genere, specifiche fobie sessuali, paura della gravidanza, fattori legati allo stile di vita come stress ed affaticamento) oppure da fattori relazionali ( mancanza di attrazione, scarse abilità sessuali del partner, conflitti coniugali, differenza circa il grado di vicinanza ottimale, incapacità di fondere i sentimenti di amore con il desiderio sessuale). Nel caso del disturbo da avversione sessuale l’ansia è legata ad una fobia per il sesso. una volta che la reazione d’ansia i è condizionata a certi stimoli sessuali, la persona tende ad evitare questi ultimi ogni volta che si presentano, allo scopo di non provare l’attivazione ansiosa che viene percepita in modo spiacevole. I condizionamenti originari che scaturiscono da questa associazione possono avere diverse origini: atteggiamenti genitoriali negativi nei confronti del sesso, influenze culturali, traumi sessuali, confusione riguardante la propria identità sessuale.

Desiderio sessuale iperattivo l’aumento di libido assume una valenza patologica quando compromette la dignità dell’individuo o diventa un pericolo per terzi.


 
 
 

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